LUGLIO-AGOSTO NEL SEGNO DEL LEONE: LA FORZA E IL CORAGGIO DI ESSERE SE STESSI

Vivere in sintonia con il cielo

Dal 21 Luglio al 21 Agosto il sole entra in Leone e per tutto il mese avremo l’opportunità di lasciarci ispirare dall’energia ruggente di questo splendido segno astrologico.

Il Leone è ciò che meglio rappresenta la capacità di affermare sé stessi e la propria l’identità, il “regno del leone” è quel momento dell’anno in cui il principio maschile del fuoco torna a inseminare il campo della nostra coscienza per aiutarci ad affermare noi stessi come soggetti autonomi e liberi.

E facile dire “sii te stesso”, ma nella pratica essere sé stessi e definire chi siamo è una sfida che comporta fatica e dolore ma che tutti, prima o poi, dobbiamo affrontare. Ci si accorge ben presto infatti che l’autoaffermazione sempre è causa di conflitti e che ogni giorno si fanno i conti con persone e situazioni in netto contrasto con il nostro volere e la nostra libertà personale.

Il segno del Leone inaugura la comparsa del nostro io. L’adolescenza il periodo in cui ha inizio questo faticoso processo: in questa fase della vita prendiamo dimestichezza con le emozioni, con i sentimenti, con i desideri, ci accorgiamo di essere diversi dagli altri e di possedere una nostra unicità, è anche la fase in cui compare la sessualità, un altro tassello fondamentale dell’identità personale.

Durante l’ adolescenza sviluppiamo la nostra autonomia e iniziamo il graduale distacco dal nucleo familiare e dai modelli genitoriali dell’infanzia: ciò non significa rinnegare le proprie origini, ma integrarle in ragione di una visione più ampia di noi stessi.

Sei forte quando sai chi sei

Il concetto di “identità forte”, come quella simboleggiata dal Leone, nulla ha a che fare con il narcisismo e l’orgoglio a cui spesso viene associata la forza, piuttosto è da riferirsi al soggetto capace di confrontarsi con il mondo che lo circonda nel rispetto di sé e delle altrui identità. La vera forza risiede in colui e colei che vive la solitudine come uno spazio interiore in cui poter maturare e mantenere la propria centralità, ossia quel luogo a cui fare sempre ritorno per ricaricare le batterie e ripristinare la giusta distanza dalle esperienze: questo stato di solitudine consapevole è massimamente rappresentata proprio dal sole nel suo ruolo di astro centrale che brillando di luce propria rende possibile la corretta visione delle cose. Alla luce di queste riflessioni è chiaro come l’identità rappresenti un fulcro importantissimo intorno al quale ruotano le nostre esperienze e le nostre possibilità di realizzazione.

Identità in perenne formazione

Anche se gli anni dell’adolescenza sono ormai lontani, ciò non significa che la nostra identità non debba continuamente essere oggetto delle nostre attenzioni. L’io è una struttura portante che sentiamo il dovere di proteggere a tutti i costi ma la vita con i suoi imprevisti e le sue novità ci chiede al contempo di restare disponibili al cambiamento e alla messa in discussione delle certezze raggiunte nei confronti di chi siamo o di chi pensiamo di essere.

Il ruolo delle piante nei processi di consapevolezza

Le strutture di conoscenza precedenti alla modernità, come l’alchimia e l’ermetismo, si rapportavano alle piante, e in generale a tutti gli agenti naturali, attraverso il linguaggio inconscio dei simboli e dei miti: secondo questa visione una pianta non è solo una pianta ma un ambasciatore vegetale delle forze celesti, chiamate archetipi, da cui originano tutte le strutture organiche e inorganiche.

E’ seguendo questa analogia che, ad esempio, il rosmarino non è solo una pianta aromatica, ma un “figlio del sole” in quanto ne condivide la stessa “genetica cosmica”. In veste di sole vegetale infatti il rosmarino è un promotore, tanto chimico quanto energetico, di tutte le qualità solari che si esprimono nel corpo e nella mente. Il rosmarino, e in generale tutte le piante solari (alloro, angelica, olivo), promuovono e rinforzano la salute del cuore, della circolazione e della vista, e allo stesso tempo i processi psichici che stabiliscono una sana centralità in coloro che per motivi costituzionali – o circostanziali – non ne sono sufficientemente dotati.

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